Leonardo Pivi



Daniela Ardizzone
Nicola Davide Angerame
Dede Auregli
Renato Barilli
Luca Beatrice
Maria Rita Bentini
Bruno Benuzzi 
Francesco Bonazzi
Beatrice Buscaroli Fabbri
Lorenzo Canova
Paul Carey Kent
Fabio Cavallucci
Guido Curto
Roberto DaOlio
Edoardo Di Mauro
Emanuela De Cecco
Costantino D’Orazio
Francesco Gabellini 

Sabrina Ghinassi
Francesca Giraudi
Raffaella Iannella
Anna Malapelle
Susanna Mandice
Luigi Meneghelli
Guido Molinari
Alessandro Pessoli
Francesca Pietracci
F. Poli / G. Serusi
Ludovico Pratesi
Letizia Ragaglia
Gianni Romano
Maurizio Sciaccaluga
Marco Senaldi
Sabina Spada
Maria Grazia Torri 

Tratto da catalogo “spazio aperto al disegno”
Intervista di Costantino D’Orazio

C. D’orazio: Spesso leggo che tu ti interessi della rilettura di miti e archetipi in chiave contemporanea. A quale archetipo si riferiscono le opere in mostra?
L. Pivi: Non mi preoccupo di reinterpretare miti o archetipi, seguo una via espressiva molto caotica, disordinata, dove ogni opera solitamente si ricollega a fatica alla precedente, perché attuo dei continui strappi iconografici che spesso rendono difficile la leggibilità del mio lavoro.
Non mi sono mai preoccupato di sposare idee o stili ossessivamente, l’ingrediente è il “catalizzatore emotivo” che uso per cambiare continuamente la mistura di colori e materiali, che manipolo per creare pitture, sculture, mosaici.Il mondo delle immagini è la mia vera fonte ispiratrice: fumetto, cinema, internet, video-giochi, ecc.Devo semplicemente focalizzare l’attenzione su un’immagine o notizia in grado di galleggiare come una potente suggestione su tutto il resto.
Può anche succedere che sia il mio metabolismo a suggerire soluzioni formali di tipo inconscio, perché vengono semplicemente ripescate e trasformate in immagini ibride, e che non sempre svelano un legame iconografico originario. I disegni esposti in mostra misteriosamente si sono rivelati attingere energia da un film che ricordo aver visto qualche anno fa e che ha lasciato dentro di me qualche scoria da espellere, il film al quale mi riferisco è “Gremlis”.

C. D’orazio: Mi pare di intuire che tu abbia voluto illustrare una ironica lotta tra vita e morte…. Mi sbaglio?
L.Pivi: non ti sbagli, L’ironia è una componente fondamentale nel mio lavoro, le tematiche che affrontano le mie opere a volte lasciano trasparire un’impercettibile e molto sottile senso ironico, più spesso questa sensazione si fa spudoratamente più esplicita, o addirittura tale messaggio, viene, da me amplificato fino all’esagerazione con forzature di ogni sorta.