Leonardo Pivi



Daniela Ardizzone
Nicola Davide Angerame
Dede Auregli
Renato Barilli
Luca Beatrice
Maria Rita Bentini
Bruno Benuzzi 
Francesco Bonazzi
Beatrice Buscaroli Fabbri
Lorenzo Canova
Paul Carey Kent
Fabio Cavallucci
Guido Curto
Roberto DaOlio
Edoardo Di Mauro
Emanuela De Cecco
Costantino D’Orazio
Francesco Gabellini 

Sabrina Ghinassi
Francesca Giraudi
Raffaella Iannella
Anna Malapelle
Susanna Mandice
Luigi Meneghelli
Guido Molinari
Alessandro Pessoli
Francesca Pietracci
F. Poli / G. Serusi
Ludovico Pratesi
Letizia Ragaglia
Gianni Romano
Maurizio Sciaccaluga
Marco Senaldi
Sabina Spada
Maria Grazia Torri 

Tratto da Artkey n°7 nov /dic 2008
“Beauty crash”
Susanna Mandice

(…) Negli ultimi anni, questo singolare artista ci aveva abituato ai mosaici, in un’originale ripresa della raffinata tecnica il cui apice è visibile ancora oggi nelle chiese dell’Adriatico, non a caso Pivi proviene da Cesena.
Da Ugolini invece, scopriamo, oltre alle consuete produzioni, mosaici di carta, meglio definibili come collages, anzi re-collages che rappresentano un percorso diverso eppure coerente con la ricerca dell’artista. Scultore e mosaicista, Pivi analizza la figura umana, ne seziona l’essenza, con caparbietà e precisione chirurgica rappresenta e stravolge le icone della contemporaneità. E accanto ai Re-collages, le sculture conturbanti e riconoscibili che sono valse a Pivi la partecipazione alla biennale di scultura di Carrara.
Insomma il tema si ripropone, con tecniche e soggetti differenti: Pivi ci racconta dell’uomo, ma in misura maggiore della donna che, asettica nell’esprimere sentimenti, si rifugia in canoni estetici prestabiliti e vacui, nei quali pare trovare una soddisfacente esaltazione.
Tuttavia, seppur nei parametri di beltà imperanti, le donne di Pivi presentano tratti caricaturali, cicatrici, segni di abbrutimento e sguardi bovini. Certo, non è inedito il tema, sono però sicuramente originali le tecniche utilizzate. Bamboline che sembrano le Bratz, collage di fotomodelle straziate, sculture di corpi essiccati: Pivi stravolge i canoni della bellezza e ne denuncia la piacente volgarità. Il tutto riporta a galla una vecchia questione: i prodotti di questa contemporanea e mediatica società, ibridi che celano al proprio interno apatia e conformismo, sono le vittime del nostro modo di vivere o ne sono gli artefici?