Leonardo Pivi



Daniela Ardizzone
Nicola Davide Angerame
Dede Auregli
Renato Barilli
Luca Beatrice
Maria Rita Bentini
Bruno Benuzzi 
Francesco Bonazzi
Beatrice Buscaroli Fabbri
Lorenzo Canova
Paul Carey Kent
Fabio Cavallucci
Guido Curto
Roberto DaOlio
Edoardo Di Mauro
Emanuela De Cecco
Costantino D’Orazio
Francesco Gabellini 

Sabrina Ghinassi
Francesca Giraudi
Raffaella Iannella
Anna Malapelle
Susanna Mandice
Luigi Meneghelli
Guido Molinari
Alessandro Pessoli
Francesca Pietracci
F. Poli / G. Serusi
Ludovico Pratesi
Letizia Ragaglia
Gianni Romano
Maurizio Sciaccaluga
Marco Senaldi
Sabina Spada
Maria Grazia Torri 

Juliet n. 95, pag. 80, anno 2000
Anna Malapelle

La personale di Leonardo Pivi alla Giarina si apre in un percorso inquietante ricco di stupore. “Stop en Go” è un viaggio che distilla la storia dell’arte alla ricerca di uno stile, il luogo dove l’artista nutre il suo immaginario nel terreno del fantastico con la consapevolezza del confronto con il futuro. Un “troglodita post moderno” sotto tortura patisce le pene dell’inferno sospeso in un grande sfondo azzurro. “Le immagini a volte brutali, altre volte delicate che animano l’immaginario di Pivi – scrive Guido Molinari– ora vengono rese da colori accesi, in una ricerca tonale che volge all’essenzialità”. Ogni stanza è caratterizzata da un colore primario dove la figura fluttua tra il turbamento e la provocazione. Figure androgine celano un sesso incerto pronte a esprimere supplizi che oggi ci disorientano. Bisogna ricordare che l’artista ha realizzato in passato oltre che le sculture più conosciute, mosaici e affreschi, che se vogliamo procedono idealmente queste tempere: oggi le tensioni stagnanti ci fanno riscoprire un mondo irriverente legato all’atto del dipingere.

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